Da Miami Beach il cartello stradale indica 170 miglia per arrivare a Key West. Aspettatevi un viaggio di 4 ore almeno a 55 all’ora (quando va bene) e qualche decina di semafori. Passati gli Ever Glades, parzialmente distrutti dal fuoco di aprile, iniziano gli atolli, a partire da Key Largo. Le ultime due ore di macchina trascorrono piacevolmente (per chi non guida) ad ammirare questo paradiso quasi caraibico di colori verdi smeraldo e azzurro intenso del mare e di piccole isole disabitate ricoperte di mangrovie. L’ultimo grande ponte porta a Key West, che si trova al miglio 0 della US 1, la strada che attraversa tutta la Florida.

Quest’isola è relativamente piccola e a parte l’Holiday Inn e un paio di altri alberghi, è ricoperta di abitazioni tipicamente in legno, al massimo due piani. “Il problema”, mi spiega uno del luogo, “è che nel periodo dei tornado le costruzioni troppo alte rischiano di essere trascinate via dai venti micidiali”. In realtà non sembrerebbe nemmeno di essere a qualche chilometro dalla linea del tropico del cancro. L’aspetto delle costruzioni, i colori e le forme possono far pensare a qualche porto delle isole nel mare del Nord. Il clima però è decisamente più piacevole.

L’isola è atraversata in lungo dalla Truman Avenue, che interseca, verso la fine, la Duval Street.
In quest’ultima via e nelle vie limitrofe sono presenti la maggior parte dei negozi, locali, ristoranti dell’isola. Nonché un numero di piccoli alberghi, tutti rigorosamente in legno, che mettono a disposizione camere di varie categorie. Proprio nel cuore della Duval street, a pochi metri dal Southern Cross Hotel, si trova l’Hamingway Bar, famoso perché frequentato dal mitico “Papa”.

Vi si possono trovare alcune foto del grande scrittore, nonché una gigantografia dell’immagine di lui con un blue marlin di 4 metri, pescato, quasi per caso, durante le riprese del film “il vecchio e il mare”. Adesso l’Heminngway bar è un locale che apre la sera e la notte, non molto differente dagli altri presenti sulla via. Musica dal vivo tutte le sere.
La costa a nord dell’isola è riservata quasi completamente ai porti e ai moli di attracco. Le spiagge si trovano invece nella zona a sud. Alcuni bagni sono riservati e di proprietà privata. Vi sono però anche centinaia di metri di spiaggia libera, pulita e curata. Sabbia bianca e mare colore smeraldo, all’ombra delle palme. Lascio immaginare.
Tutta l’isola può essere facilmente percorsa in bicicletta o con piccoli scooter, in alternativa alla macchina. Ci sono poi taxi normali o bici-taxi, biciclette con una specie di sedile-poltrona dietro, “pedalati” da giovani ragazzi e ragazze che raccolgono qualche dollaro per il servizio.

Una nota di attenzione merita la frutta. La Florida è famosa per le sue arance e il succo d’arancia è imperdibile. Da provare, assoultamente, anche i pompelmi, che poco hanno a che fare con quelli a cui siamo abituati in Europa. Sono dolcissimi, di colore rossastro all’interno. Infine, notevoli anche i lime e tutti i frutti tropicali: mango, papaya e ananas.

In tutti i locali offrono ottimi long-drinks come Pina colada e Margarita, solo alcuni però ci sono sembrati preparati con attenzione. Una chicca è la birra con una fetta di lime dentro.

Per quanto riguarda la gastronomia, a Key West c’è, come si può immaginare, molto pesce. Di locale si può degustare il dorado e il tonno, sempre e solo filetto. Non usano, in queste zone, cuocere il pesce “intero”. Vengono subito filettati una volta pescati. Il mio avviso è di ordinare sempre e solo pesce grilled, con salse eventuali a parte. Non sono male anche se vengono dal Texas o da Boston, i gamberoni giganti alla griglia, i gamberetti o le chele di granchio gigante bollite. Per chi ha voglia di provare gusti alternativi ci sono le ostriche crude da condire con tabasco o altre salse forti.

Key West è un po’ meno caro di Miami. Una camera doppia in albergo (attenzione, si parla sempre di stanze ben curate in piacevoli case di legno) può costare da 70 a 130 dollari. Non tutti offrono la colazione. Occorrono poi da 15 ai 25 dollari per un pranzo, da 3 a 5 dollari per una birra, da 5 a 20 dollari per una t-shirt con il logo di Key-West, da 3 a 20 dollari per un braccialetto o una collana di coralli.

Per telefonare in Italia, se non disponete di un cellulare tri-band si può acquistare una carta prepagata per long-distance calls. Con 10 dollari si riesce a parlare per 60 minuti sulla rete fissa e una ventina di minuti ai cellulari. Non usate la carta di credito per telefonare, salvo situazioni urgenti.